Sui gravissimi fatti di Torino, è intervenuto il nostro Segretario Generale Fabio Conestà. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP) esprime la più ferma e totale condanna per la brutale aggressione subita da un poliziotto del Reparto Mobile a Torino, colpito e accerchiato da manifestanti durante una protesta. Un episodio gravissimo che rappresenta l’ennesimo punto di non ritorno nel clima di odio crescente contro le Forze dell’Ordine.
“Non siamo più davanti a episodi isolati o a degenerazioni improvvise della piazza. Qui c’è una violenza organizzata, legittimata e giustificata da anni di propaganda anti-polizia”, dichiara Fabio Conestà, segretario generale del MOSAP. “Quando un poliziotto viene picchiato mentre svolge il proprio servizio, lo Stato intero viene aggredito. E chi tace oggi non potrà dirsi innocente domani.”
Il MOSAP denuncia con forza la doppia morale di chi invoca diritti, democrazia e libertà solo quando fa comodo, ma chiude gli occhi davanti alla violenza contro uomini e donne in divisa.
“Per anni abbiamo assistito a processi mediatici contro le Forze dell’Ordine, a slogan infamanti, a una criminalizzazione sistematica del nostro lavoro. Questo è il risultato: poliziotti trasformati in bersagli legittimi”, prosegue Conestà. “Chi oggi si scandalizza solo quando la violenza arriva dallo Stato, ma la giustifica quando arriva dalla piazza, ha perso ogni credibilità morale.”
Il sindacato chiede risposte immediate e concrete: tutela legale piena per gli operatori coinvolti, identificazione e punizione severa dei responsabili, e soprattutto un cambio netto di rotta nel racconto pubblico delle manifestazioni e dell’ordine pubblico.
“Non accetteremo più che i nostri colleghi vengano mandati in strada come carne da macello, senza strumenti, senza coperture, senza rispetto”, conclude Conestà. “La solidarietà a corrente alternata non ci interessa. Pretendiamo rispetto, verità e giustizia. Ora.”
Il MOSAP ribadisce la propria vicinanza al poliziotto aggredito e a tutti gli operatori che ogni giorno, in silenzio, garantiscono sicurezza anche a chi li odia.
