Roma 20 lug. LaPresse – Quando si verifica una tragedia come quella avvenuta a Bologna e’ comprensibile che si cerchino risposte immediate ma trasformare i social network in un’aula di tribunale e’ il modo peggiore per arrivare alla verita’ . Lo afferma Fabio Conesta’ segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia Mosap intervenendo sulla morte dell’uomo deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine nel quartiere Pilastro. Dalle informazioni finora disponibili – spiega Conesta’ – gli operatori sono intervenuti dopo diverse richieste di aiuto per una persona che stava creando una situazione di grave pericolo e contestualmente e’ stato attivato anche il personale sanitario. indispensabile lasciare che siano la magistratura e gli accertamenti tecnici a ricostruire con precisione ogni fase dell’intervento senza cedere a ricostruzioni parziali o emotive . Le immagini diffuse in rete – prosegue – mostrano solo alcuni frammenti di quanto accaduto e non consentono di comprendere il contesto operativo nel quale i poliziotti si sono trovati ad agire. Per questo sara’ fondamentale acquisire tutti gli elementi investigativi disponibili comprese le registrazioni delle bodycam e gli esiti degli esami medico-legali e tossicologici affinche’ si possa ricostruire la vicenda nella sua interezza . Ogni intervento di polizia che coinvolge persone in forte stato di agitazione presenta margini elevatissimi di rischio sia per gli operatori sia per il soggetto interessato. Per questo motivo chi indossa una divisa ha diritto a essere giudicato sulla base di prove complete e non di pochi secondi di video condivisi online. La ricerca della verita’ deve prevalere sulla spettacolarizzazione e sulla condanna preventiva conclude Conesta’. CRO NG01 mdf 200859 LUG 26
