Il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap) interviene sulla decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la mancata custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti arrestati in occasione degli scontri del 31 gennaio scorso, provvedimento che sarà ora valutato dal tribunale del riesame.
“Accogliamo con attenzione la scelta della Procura di Torino di impugnare la decisione del gip – dichiara Fabio Conestà, segretario generale del Mosap – perché riteniamo fondamentale che episodi di violenza contro le forze dell’ordine e contro lo Stato ricevano una risposta ferma e coerente da parte delle istituzioni”.
Secondo il sindacato, la vicenda rappresenta un passaggio delicato non solo sotto il profilo giudiziario ma anche sul piano della percezione di sicurezza e della tutela degli operatori impegnati quotidianamente in contesti ad alto rischio.
“Quando un poliziotto viene aggredito durante il servizio – prosegue Conestà – non si tratta mai di un fatto isolato, ma di un attacco all’autorità dello Stato e alla sicurezza dei cittadini. È indispensabile che chi indossa una divisa possa contare su strumenti normativi e decisioni giudiziarie che trasmettano un messaggio di reale deterrenza”.
Il Mosap sottolinea come le tensioni registrate durante manifestazioni e cortei richiedano un impegno costante sul fronte della prevenzione e della tutela del personale.
“Le donne e gli uomini in uniforme operano spesso in condizioni difficili e con esposizione diretta alla violenza – afferma Conestà – e meritano rispetto, protezione e certezze. La risposta istituzionale deve essere chiara: chi aggredisce un poliziotto risponde delle proprie azioni in modo proporzionato e tempestivo”.
Il sindacato ribadisce infine la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza nelle piazze e sul sostegno agli operatori.
“Non chiediamo misure simboliche – conclude Conestà – ma un sistema che garantisca davvero la tutela di chi ogni giorno difende la legalità. La sicurezza è un bene collettivo e passa anche dal riconoscimento concreto del lavoro delle forze di polizia”.
