Roma, 26 gennaio – “Di fronte a fatti così drammatici il primo dovere è quello della responsabilità. Evitiamo processi sommari, ricostruzioni affrettate e condanne preventive: la verità va accertata nelle sedi competenti, attraverso il lavoro degli inquirenti e della magistratura”.
Così Fabio Conestà, Segretario Generale del MOSAP – Movimento Sindacale Autonomo di Polizia, interviene sulla morte del ventenne avvenuta oggi nel quartiere Rogoredo di Milano durante un intervento di una pattuglia in borghese della Polizia di Stato.
“Siamo davanti a una vicenda complessa, che coinvolge una vita spezzata e agenti chiamati a prendere decisioni in frazioni di secondo, in contesti spesso imprevedibili e ad altissimo rischio. Alimentare subito un clima di sospetto o di colpevolizzazione automatica non rende giustizia né alla vittima né alla verità dei fatti”.
Conestà sottolinea come ogni episodio di questo tipo debba essere analizzato con rigore e senza pregiudizi:
“È giusto e doveroso che si faccia piena luce sull’accaduto, ma è altrettanto doveroso garantire serenità a chi indaga e a chi è coinvolto. Gli operatori di polizia agiscono ogni giorno in condizioni estreme, spesso fronteggiando situazioni di potenziale pericolo per la propria vita e per quella dei cittadini”.
“Trasformare immediatamente un evento tragico in uno scontro ideologico o mediatico significa minare la fiducia nelle istituzioni e delegittimare chi, con sacrificio, lavora per la sicurezza collettiva”, prosegue il Segretario Generale del MOSAP. “La giustizia non si amministra sui social né nelle piazze virtuali”.
“Attendiamo l’esito delle indagini, nel rispetto di tutte le parti coinvolte”, conclude Conestà. “Solo la verità accertata potrà restituire dignità a questa tragedia e consentire valutazioni serie, lontane da emotività e strumentalizzazioni.
