Roma, 17 dicembre 2025 – Il MOSAP (Movimento Sindacale Autonomo di Polizia) interviene sulla Legge di Bilancio in discussione in Senato, evidenziando le criticità che, ancora una volta, rischiano di lasciare i poliziotti senza risposte concrete.
“Il testo della Manovra restituisce un quadro che non possiamo accettare: tra annunci e realtà c’è una distanza che ormai è sotto gli occhi di tutti”, dichiara Fabio Conestà, Segretario Generale del MOSAP. “Se la sicurezza è davvero una priorità, lo si dimostra con stanziamenti adeguati, non con attestazioni di stima buone per i palchi.”
Il MOSAP richiama l’attenzione su alcuni nodi cruciali: il tema previdenziale, la prospettiva di interventi sull’età pensionabile senza un confronto reale, la mancanza di risorse per lo straordinario accumulato e il mancato riconoscimento della specificità del Comparto.
“È inaccettabile immaginare di allungare ulteriormente l’età pensionabile di chi ha svolto una vita di servizio tra rischi, stress operativo e responsabilità enormi”, prosegue Conestà. “Ogni intervento su pensioni e previdenza deve partire dalla natura usurante del nostro lavoro e da un confronto serio: diversamente si mette a rischio l’efficienza del sistema e, soprattutto, la salute del personale.”
Sul fronte previdenziale, il MOSAP ribadisce la necessità di un cambio di passo: “La previdenza dedicata non può essere trattata come una voce simbolica: servono risorse strutturali e proporzionate ai numeri reali del Comparto, altrimenti si condannano migliaia di donne e uomini a pensioni indegne dopo una vita al servizio dello Stato.”
Altro punto centrale è quello degli straordinari e delle condizioni economiche: “Non è più sostenibile che si continui a reggere il sistema con montagne di ore di straordinario e con compensi mortificanti. Qui non parliamo di premi, ma di lavoro svolto e dovuto: va pagato e va pagato in modo dignitoso”, incalza Conestà.
Infine, il MOSAP chiede un intervento concreto sul riconoscimento della specificità e sui percorsi professionali: “Non si può pretendere efficienza senza tutele adeguate, senza valorizzazione professionale e senza una visione che metta al centro chi garantisce la sicurezza ogni giorno.”
“Se non arriveranno segnali immediati e misure coerenti, il malessere sarà inevitabilmente destinato a crescere”, conclude Conestà. “Alla politica chiediamo atti, non ritualità: la sicurezza del Paese passa dalla dignità del lavoro dei poliziotti.”
